martedì 4 settembre 2012

MARTINI
Muore Martini e il "mondo" lo santifica. Non i fedeli, il "mondo". E sono proprio quelli che lo celebravano perchè spesso lasciava aperte le porte del dissenso a esaltarlo.
Giovanni Paolo II fu subito ricordato per aver avvicinato le folle di fedeli, per aver sofferto affidandosi a Maria, per aver urlato ai Cristiani "non abbiate paura", per aver ottenuto ancora in vita di intercedere presso Dio per ottenere miracoli che col tempo sono venuti sempre più a galla.
Poi, visto che il Papa morto è sempre motivo di gaudio per la stampa, anche per modivi di business, a ruota l'hanno pianto tutti, anche quelli che non lo sopportavano prima, avendo contribuito in modo decisivo a far crollare l'ideologia più perversa della storia umana, il comunismo.
Martini viene ricordato dal Cardinale di Milano Scola, già qualche giorno prima aveva chiesto preghiere per lui, viene ricordato dal Papa come uomo di fede, ma chi si strappa le vesti è soprattutto un certo mondo cattolico e l'intero pianeta di mangiapreti, atei, laici e laicisti.
E proprio le parole di chi era lontano dalla chiesa sono la cartina di tornasole finale del martinismo che dovrebbe far meditare tutti i fans del progressismo cattolico. Ne prendo due significativi.
Eugenio Scalfari ha detto che di Martini ha apprezzato il fatto di non aver mai cercato di convertirlo.
Sergio Segio, ex brigatista milanese ha detto che Martini l'ha aiutato a coltivare il dubbio.
Peggio di così non si poteva finire.
Gesù ci invita a battezzare tutte le nazioni, ad andare a predicare il Vangelo. Gesù ci suggerisce che la fede sposta le montagne. Martini ci insegna che bisogna avere dei dubbi, che non bisogna cercare di convertire, che la Chiesa propone una morale che può cambiare. Giovanni Paolo II si consacrò a Maria e "totus tuus" fu il suo motto. Martini viene rimpianto da Eugenio Scalfari che lo voleva "totus suus".


Nessun commento:

Posta un commento