mercoledì 9 gennaio 2013

Riflessioni sulla canonizzazione della Levi Montalcini


rita_levi_montalcini (di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro) Non fosse che l’amore per la cronaca, non ci si può esimere dal riportare gli elogi elevati nel mondo cattolico in morte di Rita Levi Montalcini. Ma la cronaca, come sempre accade, è impietosa poiché contro i fatti non valgono gli argomenti. E i fatti dicono che quei cattolici che si sono lanciati nell’elogio della scenziata appena scomparsa appaiono, quanto meno, disorientati. Bastava tacere, e invece no. Lucio Romano, Presidente nazionale dell’Associazione Scienza & Vita, emanazione della Conferenza Episcopale Italiana, ha preferito parlare: «La scomparsa di Rita Levi Montalcini rappresenta una grande perdita per la scienza italiana e internazionale (…) Ne ricordiamo l’autorevolezza scientifica e l’instancabile impegno civile e personale per il Paese (…) La sua incessante testimonianza del valore della scienza continuerà ad essere esempio e sprone per i giovani che si impegnano per una ricerca al servizio dell’uomo».
Per non essere da meno, padre Federico Lombardi, portavoce della Sala Stampa Vaticana, parlando della Levi Montalcini ha detto: «Figura eminente non solo per gli altissimi meriti scientifici ma anche per l’impegno civile e morale che l’ha resa persona esemplare e ispiratrice nella comunità italiana e internazionale». Viene da chiedersi se davvero si può definire Rita Levi Montalcini, prima donna a far parte della Pontificia Accademia delle Scienze, una «persona esemplare». Esemplare è ciò che si deve imitare per la sua perfezione. Nel linguaggio della Chiesa, esemplare è un santo. Ma la cronaca è la cronaca, ed ecco che cosa dice a proposito di questa scienziata «esemplare» anche per tanti cattolici.
Prima di lanciarsi negli elogi, bastava leggere i giornali per scoprire che Rita Levi Montalcini «ha coniugato ricerca scientifica e impegno civile. Si pensi al suo apporto nelle battaglie per il divorzio, l’aborto, gli anticoncezionali. E ancora per contrastare leggi confessionali come la 40». E ancora: «Accanto alla carriera di accademica e ricercatrice, Rita Levi Montalcini si è sempre distinta anche per le sue battaglie in favore delle donne. Negli anni ‘70 partecipò attivamente alle iniziative per la regolamentazione dell’aborto e rinunciò ad avere un marito e una famiglia per dedicarsi completamente alla scienza. Portò avanti anche progetti per aiutare le donne africane ad emanciparsi». Un’emancipazione che, evidentemente, comprendeva le categorie dell’ «aborto gratuito, sicuro e garantito» che si accompagna alle politiche degli organismi internazionali maltusiani.
Secondo la «esemplare» scienziata, uno strumento di emancipazione femminile è ad esempio la RU486, a proposito della quale il 25 novembre del 2009 Rita Levi Montalcini dichiara: «Penso molto bene di questo farmaco. Conosco colui che l’ha scoperto, è venuto da me e posso dire che i risultati sono straordinari». Secondo il premio Nobel la pillola abortiva Ru486 «ha dato risultati straordinari». «Come Associazione Luca Concioni ‒ si legge sul sito di Radicali Italiani all’indomani della dipartita della studiosa ‒l’abbiamo avuta accanto in tanti appelli nazionali e internazionali, è stata esempio e testimonianza di quanto occorresse la voce di scienziati autorevoli a sostegno delle iniziative per la libertà di ricerca scientifica». Quando in Italia venne indetto il referendum contro la legge 40 del 2004 per renderla ancora più permissiva, Rita Levi Montalcini spiegò che sarebbe stato «un dovere di tutti votare quattro sì». La considerava «una legge ingiusta e immorale».
Capitolo Eutanasia. In un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, la Levi Montalcini concluse che «nessuno ha il diritto di sopprimere la vita», per poi aggiungere: «L’eutanasia potrebbe essere concessa, sempre e soltanto nella fase terminale di malattie che provocano gravi sofferenze, in seguito a processi degenerativi o neoplastici senza speranza di guarigione. Sono favorevole all’eutanasia soltanto per la propria persona attraverso un testamento “biologico” stilato, a norma di legge, in pieno possesso delle proprie facoltà mentali, nel quale si dichiari che qualora non si fosse più in grado di possedere le facoltà di intendere e di volere, una commissione di medici esperti può porre fine alle gravi sofferenze o a una vita priva di capacità cognitive».
Aborto legale, aborto chimico, Fivet, eutanasia: le tesi di Rita Levi Montalcini sono indiscutibilmente tutte pro-choice e anti-vita. Tesi a corollario delle quali si possono citare altre perle poco esemplari. «Qualche anno fa ‒ racconta Umberto Veronesi ‒ l’ex ministro dell’Istruzione Letizia Moratti decise per la scomparsa di ogni accenno al darwinismo dai programmi delle scuole medie. Firmammo insieme (a Rita Levi Montalcini) un appello con altri scienziati perché ci si ripensasse. E vincemmo». «Sono atea», ha spiegato l’«esemplare» scienziata. «Non so cosa si intenda per credere in Dio».
E, coerentemente, ha voluto esequie civili e la cremazione del suo corpo. Si può definire autorevole scientificamente una persona che chiama “farmaco” la RU486, definito da Jérôme Lejeune «pesticida umano»? Si può definire «esemplare» una persona che si è battuta per divorzio, aborto legale, fecondazione artificiale, eutanasia? Si può definire «instancabile impegno civile» un’azione che contraddice il diritto alla vita in tutti su tutte le frontiere della bioetica? Insomma, cronaca. Banalissima, impietosa cronaca: di un disastro dottrinale. (Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro)

NON dimentichiamo che l'esimia scienziata disse che la vita inizia SOLO il 14° giorno. Prima l'embrione è solo un grumo di cellule. (Nessuno le ha chiesto "A che ora?"). Questa NON è scienza GALILEIANA, è scienza con lo SPANNOGRAFO dell'ideologia.

giovedì 20 dicembre 2012

Perché idratare Marco Pannella ed Eluana Englaro no?

Una domanda mi sorge spontanea, anzi due. Perchè per Marco Pannella il principio di autodeterminazione (da lui strenuamente sempre difeso e promosso) non vale? Perché lui va “forzatamente” idratato per mantenerlo in vita e ad Eluana Englaro questo “trattamento” è stato negato?
Pensiamoci...


Ottimo pensiero. E perchè se Pannella continua con quelle pagliacciate poi lo risanano coi NOSTRI QUATTRINI!!!!

mercoledì 19 dicembre 2012


Caro Benigni, questa Costituzione non è il Vangelo


- Mer, 19/12/2012 - 11:18

La Costituzione non è il Vangelo né la Divina Commedia.
Per carità, capisco l'intento pedagogico e m'inchino al successo mediatico della Costituzione narrata dal comico di Stato e mistico delle istituzioni, il Beato Benigni.
L'avesse raccontata un costituzionalista, non avrebbe avuto neanche l'otto per mille di quegli ascolti. È giusto ridare fiducia agli italiani, indicare riferimenti positivi, motivare la politica, suscitare dignità di cittadinanza. Però lasciatemi scartare la caramella costituzionale di Benigni. Per prima cosa c'è troppo glucosio, troppa retorica stucchevole. C'era un che di forzato e manieristico in quell'euforia da finto-invasato. Esagerati i suoi elogi a pure ovvietà di buon senso o intenzioni magnifiche quanto irrealizzabili. Nel suo fervore mistico, Benigni l'ha paragonata ai Dieci Comandamenti ma per dire che la nostra Carta è superiore perché - ha notato il comicostituzionalista - le Tavole dettate dal Signore esprimono solo divieti, mentre la nostra Carta è positiva, invoglia a desiderare.
Superato lo choc iperglicemico, mi addentro nello slancio erotico verso la Costituzione, decantata addirittura come la più bella del mondo. A proposito d'amor patrio noto una lacuna della nostra Costituzione: di amor patrio non ne accenna affatto. La patria è citata solo all'art. 52 per la difesa dei confini (poi difesi con le basi Usa): pochino per fondare un patriottismo della Costituzione. Del resto molti Costituenti, con tutto il rispetto, erano patrioti di patrie altrui; per un terzo di loro la patria era l'Unione Sovietica. All'amor patrio, ricordo a Benigni in versione Napolitano, la sinistra è giunta di recente. Ricordo bene che vari decenni dopo la Costituzione era ancora reazionario e fascista sventolare il tricolore. La scoperta della patria avviene a sinistra soprattutto per mettere in contraddizione il centrodestra con l'alleato leghista. D'altra parte suona un po' grottesco scoprirsi trombettieri della patria mentre si plaude alla perdita della sovranità nazionale e al nuovo collaborazionismo filo-tedesco che detta leggi, premier e prelievi.
Ma poi, si sa, non bastano belle costituzioni per fare buone democrazie. Anche l'Urss aveva una Costituzione federale, repubblicana e democratica, se è per questo. E pensate all'uso giacobino della Dichiarazione dei diritti umani, dalla Carta alla ghigliottina. No, le carte non bastano; non sono atti ma premesse e promesse. Sarebbe lungo l'elenco degli articoli traditi e disattesi. Si pensi alla violazione del diritto costituzionale di scegliersi i propri rappresentanti, con una legge elettorale che non è stata cambiata. Sarebbe poi penoso ricordare alle vestali che gridano «Giù le mani dalla Carta» che la medesima è stata ritoccata di recente due volte e per due cose che mortificano la sovranità: le modifiche del titolo quinto e il pareggio di bilancio. Ovvero più poteri alle sciagurate regioni e lo scettro in mano agli eurocrati della finanza.
Avvertite poi Benigni che monarchia non è sinonimo di tirannide, ci sono monarchie di antica nobiltà che possono dare lezioni di libertà e democrazia a tante smandrappate e sinistrate repubbliche.
La nostra è una buona Costituzione, chiara e ben scritta, che risulta davvero un compromesso di alto profilo fra le culture più importanti del Paese: la cultura cattolica, laico-liberale, socialista e comunista. Più un convitato di pietra che chiamerò la cultura nazionale: nella Costituzione c'è l'umanesimo del lavoro di Gentile, c'è la scuola e la tutela dell'ambiente di Bottai, c'è la Carta del lavoro, il sistema previdenziale e lo Stato sociale, l'intervento pubblico nell'economia, il Concordato e il Codice Rocco.
Ma dopo aver mangiato la caramella costituzionale di Benigni, ti resta un languore: ma davvero dobbiamo riversare il nostro amor patrio su una Carta, un Dettame? Dire come fa Benigni che la Costituzione ci protegge non è meno religioso che dire la Madonna ci protegge. È una fede, non un fatto. Sappiamo per esperienza che non bastano né le leggi né le preghiere per fermare il degrado, il declino, il malaffare, la malavita, il malessere italiano.
Mentre il Beato Benigni si allontana, spargendo odore di violetta, vorrei dire: rispettatela di più e amatela di meno, questa Costituzione, osservatela di più e cantatela di meno. Si ama la patria perché è la tua origine, la tua terra, la tua lingua, la tua storia, la tua tradizione, il tuo habitat, i tuoi cari, la tua casa. Non perché lo prescrivono articoli di legge. Non confondete i sentimenti con i regolamenti.
 
Bellissimo articolo di Marcello Veneziani, dopo lo show di lunedì sera del giullare radical-comunista.

domenica 16 dicembre 2012

NON SANNO LEGGERE!
Benedetto XVI attaccato in modo disonesto in seguito alla divulgazione del messaggio del 1 gennaio prossimo per la Giornata per la Pace.
 
 
Campagna d'odio contro il Papa
di Riccardo Cascioli16-12-2012
Il Papa firma il Messaggio
Qualche giorno fa l’avevamo detto: c’è in atto uno scontro durissimo in Europa tra governi che stanno accelerando sul riconoscimento delle unioni gay e la Chiesa, che difende la dignità dell’uomo e la legge naturale. Gli eventi degli ultimi giorni non solo confermano questo giudizio ma ne svelano chiaramente i contenuti.

Le reazioni scomposte e le accuse al Papa dopo la pubblicazione del Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, solo per aver ricordato che aborto ed eutanasia sono la più grave minaccia alla pace e che il riconoscimento delle unioni gay sarebbe una ferita contro la giustizia, lasciano intendere come Benedetto XVI abbia toccato dei punti decisivi. Del resto la distanza tra Chiesa ed elite dominanti non poteva apparire più ampia in questi giorni: poche ore prima che il Papa rendesse noto il Messaggio per la Giornata della Pace l’Europarlamento ha approvato una risoluzione proposta dalla socialista Monika Benova pro aborto e nozze gay.

In tale risoluzione si manifesta "preoccupazione per le recenti restrizioni all'accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva in alcuni Stati membri, con particolare riferimento all'aborto sicuro e legale e all'educazione sessuale e per i tagli ai finanziamenti per le politiche familiari”. Si esprime invece soddisfazione per “il fatto che sempre più stati membri abbiano introdotto e/o adeguato le loro norme sulla coabitazione, sulle unioni civili e sul matrimonio per combattere le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale subite dalle coppie di persone dello stesso sesso e dai loro figli e invita gli altri stati membri a introdurre norme analoghe”.

Questa è l’Europa oggi, e ironia del destino proprio questa settimana l’Unione Europea ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace, un premio che al massimo possiamo considerare alla memoria, visto che la UE - insieme all’amministrazione Obama – è la più forte sostenitrice della diffusione dell’aborto nel mondo. E’ un’Europa che nell’aver trasformato i desideri in diritti si scopre sempre più intollerante, contro i cattolici anzitutto. E usa volentieri l’arma della menzogna, come dimostra l’altro episodio di questi giorni con l’accusa al Papa di avere benedetto la parlamentare ugandese a favore della pena di morte per gli omosessuali.

In realtà, Rebecca Kadaga, speaker del Parlamento di Kampala, faceva parte di una delegazione di parlamentari ugandesi a Roma per partecipare alla Settima assemblea dei parlamentari per la Corte Penale internazionale e per lo stato di diritto. La delegazione ugandese ha partecipato all’udienza e ha poi potuto salutare il Papa, come molti altri pellegrini: un breve incontro di qualche secondo e nessuna benedizione, ma i maestri della menzogna ne hanno approfittato per rovesciare sul Papa un mare di insulti e l’accusa più infamante che si possa fare in Europa in questo periodo: istigare all’omofobia.

Tutt’altro. Quanto all’Uganda la Chiesa si è pronunciata da subito con forza contro quella proposta di legge e per quel che riguarda il Messaggio per la Giornata della Pace non c’è alcuna volontà di discriminazione, perché la questione di cosa sia il matrimonio non ha a che vedere con i diritti della persona, che sono già regolati dalla Costituzione.

Eppure, proprio tutto questo odio rovesciato su Benedetto XVI dovrebbe far capire a tutti i cattolici la posta in gioco; politici inclusi, visto che il Messaggio per la Giornata della Pace è un richiamo forte ai princìpi non negoziabili come pre-condizione per ogni autentico impegno per il bene comune.
Invece, ieri silenzio assoluto dei politici e posizioni imbarazzate dei media cattolici, che hanno cercato di smorzare le polemiche sforzandosi di spiegare che in realtà nel Messaggio il Papa ha parlato molto di economia e lavoro. Non è un bel segnale.
P.S.: A proposito, viste le centinaia di insulti arrivate direttamente al Papa su twitter, siamo sicuri che sia stata proprio una bella idea fare i moderni esponendo Benedetto XVI a questo genere di gogna?

domenica 28 ottobre 2012

PROTESTANTESIMO

A Brescia è iniziata la campagna elettorale per le amministrative. Si inizia a corteggiare il voto Cattolico. Iniziano i BLUFF... come a TODI, si organizzano incontri di parte e si spaccia la parte (minoritaria e spesso in DISSENSO col Papa) per l'intero.
Leggo su una pagina di Facebook:
Da lunedì 5 novembre, in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera, si svolgeranno 4 incontri finalizzati alla riflessione su temi importanti per la nostra città. La partecipazione è aperta a tutti. Per informazioni e adesioni www.icristianielacitta.it
 
Vado a quel link e leggo "Chi siamo":
 
Siamo un gruppo di cristiani, sacerdoti e laici, animati da una particolare passione per la Brescia di oggi e di domani. Siamo persone che abitualmente svolgono il loro lavoro o il loro incarico a Brescia. Per questo abbiamo voluto dar vita a questa iniziativa: un laboratorio di spunti e di idee in vista di una "parola cristiana sulla città", in occasione delle prossime elezioni amministrative cittadine.

L'idea è raccogliere idee, per favorire il dialogo nelle comunità cristiane della città su alcuni temi di carattere sociale e politico (il welfare, la cultura, l'educazione, l'ambiente), alla luce della parola di Dio, in particolare del brano evangelico di Lc 10,30-37 (la parabola del buon samaritano). Le idee raccolte saranno offerte a tutta la città, in particolare a chi si candiderà per guidarla.

Il nostro progetto si esaurisce animando il dibattito nelle comunità e raccogliendo le buone idee. Forse è superfluo scriverlo, ma non si sa mai: questo laboratorio non ha alcuna aderenza ad alcun partito politico e non costituirà alcuna lista, neppure civica. Il nostro intento - pur nella libertà delle persone - è solo indirizzato al bene comune della città che amiamo.

Le persone che hanno dato vita a questa idea sono: Barbieri don Amerigo, Benedini don Mario, Bonetti Alessio, Busi Michele, Corazzina don Fabio, Da Paré Cristina, Delciello Daniela, Donneschi don Raffaele, Donzelli don Manuel, Franchini Andrea, Gosetti Roberto, Grazioli Giorgio, Lanzoni don Antonio, Maiolini don Raffaele, Mantovani Dante, Milanesi Giuseppe, Nicoletti Michela, Pellegrini Roberto, Pendoli Luciano, Pesenti Massimo, Pezzoli Luca, Re Andrea, Rigosa Imelda, Rossini Roberto, Saleri don Flavio, Scalmana don Gabriele, Torri Enzo.
 
Ecco la risposta al mittente:
 
"Forse è superfluo scriverlo, ma non si sa mai: questo laboratorio non ha alcuna aderenza ad alcun partito politico". OK, allora correggimi se sbaglio: Luciano Pendoli ACLI,
Roberto Rossini ACLI,
Andrea Franchini ACLI,
Roberto Gosetti Confesercenti
area PD,
Roberto Pellegrini, area PD
Massimo Pesenti Azione Cattolica,
Andrea Re Azione Cattolica,
Luca Pezzoli MCL,
Imelda Rigosa ACLI,
Michela Nicoletti area PD,
Enzo Torri CISL,
Alessio Bonetti ACLI,
Daniela Delciello ACLI,
Giorgio Grazioli Azione Cattolica,
Secondo me dovresti dire che sono TUTTI elettori del PD, no?
PERCHE' BARARE???
 
per questo NON bisogna votare il PD!
Perchè ho titolato Protestantesimo? Perchè a Brescia tira una CATTIVISSIMA aria!

domenica 14 ottobre 2012

GIOCO

 
 
 
 
Mi piace giocare a Monopoli ma dista 920 Km da casa mia. Preferisco giocare a Brescia!