LA PERVERSIONE IDEOLOGICA
copio da uccronline.it
«Credo nel matrimonio uomo e donna», i gay gli danneggiano il fast food
29 agosto, 2012
Che vi sia una vera e propria “caccia
alle streghe” verso chi osa smarcarsi dal mainstream
omosessuale imposto dai media è ormai evidente a tutti. Più volte abbiamo
segnalato casi di vera e propria discriminazione, ricordiamo le minacce di morte all’intellettuale
laica Melanie Phillips, la quale ha osato criticare sul
“Daily Mail” i programmi educativi del governo che obbligano i bambini
ad essere «bombardati dai riferimenti sugli omosessuali in ogni materia
scolastica», le minacce di stupro verso la figlia del senatore
democratico Ruben Diaz Sr. che difendeva il matrimonio
tradizionale, il violento agguato notturno al sindaco di
Madrid Alberto Gallardon, a sua moglie e ai suoi figli, perché
aveva chiesto di diminuire il volume della musica durante il “Gay
Pride”, le bottigliate contro la manifestazione pacifica
di “American Society for the Defense of Tradition, Family and
Property” a New York, l’aggressione ai fedeli durante una funzione religiosa a
Milano, il dimezzamento delle stipendio di Adrian
Smith, padre di due bambini, per aver scritto sul suo profilo Facebook
privato che il matrimonio è “fra uomo e donna”, ecc.
L’ultimo a subirne le conseguenze è
stato Dan Cathy, imprenditore a capo della catena americana di
ristorazione ”Chick-fil-A” e noto critico del matrimonio omosessuale.
In una recente intervista ha ribadito la posizione spiegando che la sua catena
alimentare (1.610 punti di ristorazione, specializzata in sandwich di pollo) è
una azienda a conduzione familiare che crede nei valori della famiglia
tradizionale, ovvero quella che nasce dall’unione tra un uomo e
una donna. Apriti cielo, non l’avesse mai detto!
Le associazioni gay hanno organizzato
boicottaggi ai suoi fast food e baci davanti ai ristoranti, i
sindaci delle città di Boston, Chicago e Washington hanno minacciato di
mettere al bando i “Chick-fil-A”, mentre la portavoce
del consiglio comunale di New York, Christine Quinn (notoriamente gay) ha
chiesto la chiusura del ristorante della catena a Manhattan.
Fortunatamente il sindaco Bloomberg ha stigmatizzato il tentativo. Altri sindaci
di diverse città hanno invece offerto solidarietà a Dan Cathy,
addirittura Jim Furman, padrone di una società che gestisce 73 ristoranti della
catena Wendy, ha fatto mettere davanti ai suoi fast food cartelli di
solidarietà nei confronti della società rivale e di Cathy. Un segno di
solidarietà è arrivato dai cittadini americani, tanto che i ristoranti della
catena sono stati invasi letteralmente di clienti. Chicago, le
città del New Jersey, Atlanta ecc. hanno visto formarsi lunghissime file di
gente, con “vendite record” secondo il comunicato di “Chick-fil-A”.
Solo in Arkansas si parla di 650mila persona.
Il progressista “New York Times” ha
condannato le parole dell’imprenditore (cosa obbligatoria per chi vuole
continuare a fare giornalismo, ormai), ma spiegando che rimangono all’interno
della libertà di espressione. Questo diritto di espressione non
è stato accettato nemmeno questa volta dalla lobby omosessuale la quale,
nonostante la compagnia abbia precisato che pur essendo contraria alle unioni
omosessuali non ha mai fatto alcuna discriminazione tra i suoi 20 mila
dipendenti (tra i quali molti gay), né tra i clienti, ha pensato bene di sfogare
la sua ira vandalizzando diversi ristoranti della catena di
“Chick-fil-A”. E’ accaduto ad esempio in Georgia, ma anche ad un ristorante nella città di Frederick, nel Maryland
e a Torrance in California, dove gli autori hanno spiegato di aver agito così per «promuovere un
dibattito sulla tolleranza e l’accettazione». Atti di vandalismo anche a St. Luoise, mentre a Chicago un sacerdote, Gerald
O’Reilly, è stato verbalmente aggredito e insultato dai membri
di “Gay Liberation Network” per aver recitato qualche preghiera in
risposta ad una loro manifestazione all’esterno di un fast food (il
video più sotto).
A questo punto qualcuno ha messo in giro
la voce che all’interno dei ristoranti della catena
“Chick-fil-A” si venderebbero sandwich chiamati “Dio odia i
froci” e “Pollo all’immigrato clandestino”. Pare tuttavia che
non vi siano fonti attendibili in quanto nessun autorevole
quotidiano internazionale ha riportato la notizia (e la cosa è davvero strana,
se fosse stata una notizia veritiera avrebbero certamente fatto a gara per
pubblicarla), a parte alcuni blog e piccoli siti web di parte e privi di fonte.
Altri hanno anche sostenuto che Cathy abbia finanziato gruppi coinvolti in reati
come la pedofilia, ma anche in questo caso scarseggiano le
fonti. Se queste voci fossero vere, sarebbero ovviamente da condannare,
ma comunque non inficerebbero in alcun modo il valore della
libertà d’espressione circa l’opposizione alle nozze gay e lo sdegno per per
l’ennesima discriminazione subita.
BRAVO DAN!!!
Nessun commento:
Posta un commento